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Ascolta la mia lacrima

Ciao,
Sono Diego Murari. Sono nato a Castelfranco Veneto il 17 gennaio 1967 ed abito a Romano d´Ezzelino in provincia di Vicenza.
Sportivo fin da piccolo, appassionato di ciclismo e calcio, ho giocato per alcuni anni ricoprendo il ruolo di portiere, nella squadra del Venezia che, all´epoca, partecipava al campionato di serie B.

Dopo la parentesi calcistica, ho aperto un bar in proprio che gestivo lavorando fino a sedici ore al giorno. Tutto andava bene sino a circa due anni fa, allorché la malattia ha bussato alla mia porta.
Mi sono rivolto ai migliori specialisti i quali, con estrema franchezza, mi hanno diagnosticato un´infezione tumorale al polmone. La situazione è apparsa subito drammatica: sarei vissuto, a loro dire, non più di un mese e dovevo assolutamente sottopormi ad un intervento chirurgico urgente, per asportare il polmone malato. Il giorno successivo all´operazione, è subentrata un´emorragia interna che ha provocato lesioni ai tendini e ai muscoli. In seguito, si sono verificati anche tre episodi d´ischemia cerebrale. Il male aveva intaccato anche l´altro polmone ma, fortunatamente, è stato fermato.

Sono rientrato a casa dopo una degenza ospedaliera di quaranta giorni, debilitato al punto che pesavo 35 kg. (sono alto un metro e ottanta). Ciò a causa di una forma d´anoressia che m´impediva di mangiare pur essendo stato, prima della malattia, uno che viene definito "buona forchetta".

Non mi sono arreso al male; ho iniziato a lottare, sostenuto dai miei genitori, Silvana e Giovanbattista, che hanno impegnato tutte le loro risorse morali ed economiche per aiutarmi a vincere questa terribile battaglia.
La clinica e le terapie cui vengo tuttora sottoposto, sono molto costose ed i miei genitori si sono dovuti indebitare, affinché io potessi continuare le
cure che si dimostrano efficaci: oggi peso 60 kg.

La forza di lottare per sopravvivere e sopportare le grandi sofferenze fisiche e morali, l´ho trovata nella fede e nella preghiera. Per me, è stato significativo aver potuto partecipare il 11 aprile scorso, all´udienza generale con il Santo Padre, da una posizione privilegiata, a pochi passi da lui.

Ho avuto anche il sostegno di tante persone appartenenti al mondo dello sport, primo fra tutti quello di Francesco Toldo e Ghedina.
Ora che lentamente e con fatica sto recuperando le forze, desidero dedicarmi agli altri offrendo la mia testimonianza. Coltivo anche un mio sogno, quello di poter aiutare i bambini colpiti dalla mia stessa malattia.

Per questo, dopo mesi di riflessione, ha preso corpo nella mia mente un progetto: creare una linea d´abbigliamento sportivo "UNICO 1" che servirà a finanziare quest´opera e le cure mediche, non riconosciute in Italia, cui mi devo sottoporre. Per realizzarlo, però, ho bisogno di sostegno. Rivolgo quindi un appello alle grandi marche d´abbigliamento sportivo e a tutti i potenziali benefattori che vogliono contribuire al raggiungimento di questo fine.

Ringrazio di cuore tutti coloro che accoglieranno quest´invito, dandomi in tal modo la possibilità di sentirmi ancora un uomo,sperando di vivere un futuro attraverso l´impegno per alleviare anche le altrui sofferenze.

Vi prego donatemi un sorriso..... aiutatemi ad aiutare.

Umilmente,
disperatamente

     Diego

 

 

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